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Dr. Vittorio Dall'Aglio - Medico Chirurgo specialista in Cardiologia - Pordenone
 

Un nuovo farmaco contro le aritmie cardiache: il Dronedarone.

Le aritmie (disturbi del ritmo cardiaco, cioè patologie inerenti il circuito elettrico del cuore) costituiscono un vasto campo della patologia cardiaca, che spesso necessita di trattamento adeguato con farmaci specifici o procedure interventistiche. Dal punto di vista farmacologico, pur essendo stati fatti notevoli progressi in questi ultimi 30-40 anni, rimangono tuttavia importanti problemi da risolvere, uno dei maggiori dei quali è costituito dagli effetti collaterali dei farmaci antiaritmici. Tali effetti, spesso, ne limitano od impediscono l’uso in pazienti che ne necessiterebbero. La corretta terapia farmacologica delle aritmie (come del resto tutte le terapie mediche di patologie rilevanti adeguatamente condotte ) è paragonabile ad un arte complessa, in cui il Cardiologo deve tener conto, prima di scegliere il farmaco, di tutte le caratteristiche cliniche (comorbilità –cioè eventuali altre malattie del cuore e/o di altri organi-incluse) del paziente e delle eventuali combinazioni farmacologiche presenti o possibili; in secondo luogo, dopo aver scelto il farmaco ritenuto a priori più indicato per quel tipo di paziente ed iniziato la terapia, deve seguire il paziente con controlli periodici clinico-strumentali per valutare gli effetti sia benefici che sfavorevoli del farmaco. Un’aritmia molto diffusa nella popolazione occidentale (sia per il progressivo aumento dell’età media che per fattori di rischio cardiovascolare coesistenti) e che impegna, per il suo trattamento, molte forze, sia medico-assistenziali che farmaceutico-economiche, è sicuramente la fibrillazione atriale (cioè quella forma di aritmia per cui gli atrii perdono la capacità contrattile, cioè la capacità di espellere adeguatamente il sangue nei ventricoli). Se da una parte non è generalmente un problema particolarmente difficile effettuare una “cardioversione” (cioè far ritornare il ritmo elettrico del cuore alla normalità) nella fibrillazione atriale scoperta “in acuto” ( cioè a breve distanza dalla sua insorgenza), il problema spesso nasce quando si tratta di “mantenere” il ritmo sinusale (cioè l’attività elettrica normale del cuore), quindi di evitare eventuali recidive della fibrillazione atriale (che spesso tende a recidivare). A questo proposito, infatti, vi sono diversi problemi: l’efficacia complessiva dei farmaci antiaritmici comunemente usati nel mantenere il ritmo sinusale è modesta; una terapia antiaritmica farmacologica condotta adeguatamente e con successo clinico può ridurre ma non eliminare le recidive di fibrillazione atriale; i farmaci impiegati possono dare effetti collaterali negativi che ne possono limitare l’impiego; la guida alla scelta di un antiaritmico, quindi, dovrebbe tener conto, oltre che di tutte le complesse caratteristiche cliniche che ho sopra riportate e dell’efficacia del farmaco antiaritmico , anche del profilo di tollerabilità e relativa “sicurezza” di impiego dello stesso nel singolo paziente. In questo senso, grandi aspettative ha suscitato nei Cardiologi l’introduzione sul mercato del nuovo farmaco antiaritmico DRONEDARONE (nome commerciale MULTAQ), studiato negli ultimi anni attraverso importanti e vasti lavori e definitivamente riconosciuto nella sua validità all’ultimo Congresso Europeo della Società Europea di Cardiologia del 2010, tanto da essere inserito a pieno diritto nelle Linee Guida Ufficiali 2010 della Società Europea di Cardiologia per il controllo della fibrillazione atriale, con pari dignità rispetto ad altri farmaci antiaritmici ampiamente consolidati nell’uso.
Ma quali sono le caratteristiche per cui, in determinati tipi di pazienti, si dovrebbe preferire il Dronedarone rispetto ad altri farmaci già in uso da molti anni? Cercherò di riassumerle brevemente. Il Dronedarone è una molecola simile a quella dell’Amiodarone (CORDARONE), che è tuttora considerato il più potente fra i farmaci antiaritmici a disposizione. Tuttavia, l’Amiodarone , a causa del suo elevato contenuto in Iodio, può dare importanti effetti collaterali negativi (ipo-ipertiroidismo, fibrosi polmonare, tossicità epatica, accumuli corneali), che ne limitano l’uso ai casi in cui altri antiaritmici si sono dimostrati non efficaci e/o non tollerati o controindicati. Il DRONEDARONE, invece, non contiene iodio, per cui non produce gli effetti collaterali dell’Amiodarone sopra riportati. Inoltre, il Dronedarone ha un’emivita molto breve (la metà del farmaco presente nell’organismo viene eliminata in 24 ore), a differenza di quella molto lunga dell’Amiodarone (alcune settimane), per cui, in caso di effetti collaterali, essi sono più facilmente e rapidamente eliminabili con la sospensione del farmaco; inoltre, la breve emivita consente anche più facili regolazione della dose e prevedibilità dell’effetto. Poichè nulla è perfetto al mondo, anche il Dronedarone può dare alcuni effetti collaterali (peraltro di diverso tipo e meno importanti di quelli dell’Amiodarone); spetterà al Cardiologo, di volta in volta, valutare se valga la pena o meno sospendere il farmaco. Inoltre, il Dronedarone è un pò meno efficace dell’Amiodarone nel mantenere il ritmo sinusale e prevenire le recidive di fibrillazione atriale, ma questa sua minore efficacia è compensata dall’assenza dei pesanti effetti collaterali dell’Amiodarone sopra riportati. Esistono inoltre (per ora) alcune controindicazioni anche all’uso di Dronedarone, che spetta al Cardiologo valutare di volta in volta.
Complessivamente, comunque, il giudizio sul farmaco è sicuramente positivo e si può prevedere un sempre più largo impiego dello stesso; quantomeno, possiamo affermare che l’introduzione del Dronedarone ha rappresentato un significativo passo in avanti per la terapia delle aritmie, fornendo al Cardiologo un farmaco diverso dagli altri, con caratteristiche di efficacia e maneggevolezza utili per la prevenzione e la terapia della fibrillazione atriale.

Pordenone 1/12/2010

Bibliografia

1) ESC Guidelines 2010 on the management of Atrial Fibrillation. European Heart Journal (2010),31, 2369-2429.
2) Multaq (Dronedarone) – HelathCare Professional Site - Sanofi Aventis
3) Rationale and Design of ATHENA . J. Cardiovasc. Electrophysiol. 2008;19:69-73
4) From ATHENA Investigators: Effect of Dronedarone on cardiovascular events in atrial fibrillation. N. Engl. J. Med. 2009; 360:668-678
5) ANDROMEDA Trial: N. Engl. J. Med. 2008; 358:2678-2687
6) EURIDIS and ADONIS studies: N. Engl. J. Med. 2007, 357.

 

Parole chiave: Dronedarone, aritmie cardiache
 

 

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