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Dr. Vittorio Dall'Aglio - Medico Chirurgo specialista in Cardiologia - Pordenone
 

Color Doppler: una nuova filosofia dell’immagine


G.L. Nicolosi, V. Dall’Aglio, S. Bitto, C. Burelli, G. D’Angelo, C. Lestuzzi,
R. Mimo, E. Moro, D. Pavan, F. Zardo, D. Zanuttini

Divisione di Cardiologia - Emodinamica, Ospedale Civile - Pordenone


Nel campo della diagnostica cardiovascolare mediante ultrasuoni è stata recentemente introdotta la possibilità di rappresentare spazialmente i flussi intracardiaci in tempo reale, mediante l’utilizzazione. di un codice di colori1,23,25,29.
Il mappaggio a colori delle velocità del flusso sanguigno intracavitario viene ottenuto simultaneamente alle convenzionali immagini ecocardiografiche bidimensionali, all’interno delle cavità cardiache, mentre le strutture mantengono la loro consueta rappresentazione nella scala dei grigi. Il campionamento delle velocità medie del flusso sanguigno viene effettuato mediante un sofisticato sistema di elaborazione automatica dei segnali, basato sulla tecnica della autocorrelazione. Il risultato è quello di una «videoangiocardiografia Doppler » a colori in tempo reale.

FIG. 1 — Sezione 4 camere parasternale bassa, modificata, in un caso di difetto del setto interatriale, tipo ostium secundum (freccia). Un ampio flusso di colore rosso (in avvicinamento al trasduttore) passa dall’atrio sinistro (AS) all’atrio destro (AD), delimitando precisamente i margini del difetto, prima di invadere ampiamente il ventricolo destro dilatato (VD). Il ventricolo sinistro (VS) è invece di normali dimensioni.

Il codice di colore consente di trasmettere con immediatezza e semplicità tre tipi di informazione:
1. la direzione del flusso sanguigno: il flusso in avvicinamento al trasduttore viene codificato in rosso (fig. 1), mentre quello in allontanamento viene rappresentato in blu (fig. 2);
2. le diverse grandezze di velocità vengono rappresentate da diversi « gradini » o « livelli » di luminosità del colore. I livelli di luminosità maggiore indicano velocità più elevate, mentre le velocità più basse, al di sotto di una certa soglia, non vengono rappresentate sullo schermo;
3. la varianza dello spettro delle velocità, indicativa di flusso turbolento, viene rappresentata aggiungendo il colore verde ai colori fondamentali rosso e blu. La mescolanza di rosso e verde produce il giallo, che indica la turbolenza in avvicinamento al trasduttore (fig. 3). Il verde aggiunto al blu risulta in un colore violetto-turchese o « cyan », indicativo di turbolenza in allentamento (fig. 2).

FIG. 2 — Sezione 4 camere apicale in un caso di rigurgito mitro-tricuspidale di grado moderato. La sezione viene rappresentata in sistole, con il tratto di efflusso del ventricolo sinistro (ES) colorato in blu, per il normale flusso in allontanamento verso l’aorta, non inclusa in questa sezione. Il ventricolo sinistro (VS) risulta moderatamente dilatato, così come l’atrio sinistro (AS), l’atrio destro (AD) e il ventricolo destro (VD), In atrio sinistro e in atrio destro si osservano due macchie a « mosaico » di colori, con componenti di colore violetto-turchese, indicative di rigurgito ad alta velocità con fenomeni di « aliasing » multipli e turbolenza in allontanamento, II rigurgito mitralico origina a livello centrale del piano valvolare, dal punto di coaptazione, ha direzione assiale, morfologia ovoidale e occupa un’ampia area della superficie atriale sinistra. Il rigurgito tricuspidale ha origine e direziono più mediale, parasettale atriale, all’interno dell’atrio destro.

I flussi turbolenti sono usualmente rappresentati con aspetto a « mosaico » per mescolamento di « pixel » (aree minime di colore) di vari colori (rosso, giallo, blu e violetto-turchese) (fig. 2). Ciò anche per il concomitante verificarsi di fenomeni multipli di « aliasing ». Il fenomeno dell’« aliasing » si verifica quando la velocità di flusso supera la capacità di misura del sistema (limite di Nyquist), come frequentemente si verifica con il Doppler pulsato convenzionale.
Il color Doppler può essere infatti grossolanamente considerato come una forma di Doppler pulsato bidimensionale a campionamenti multipli istantanei contemporanei, espressi sotto forma di codici di colore.
Per il fenomeno dell’« aliasing », il flusso a velocità elevata viene pertanto visualizzato come se si dirigesse in dirczione opposta, ovvero nel colore opposto, per ambiguità di rappresentazione del colore (fig. 3).
L’analisi dei flussi intracardiaci mediante Doppler a codice di colori richiede l’utilizzazione di approcci e sezioni ecocardiografici multipli. Devono infatti venire impiegati sia gli approcci parasternali, che apicali, che sottocostali e soprasternali, al fine di ottenere le sezioni longitudinali, trasversali e 4 camere, oltre alle sezioni intermedie di volta in volta necessarie alla definizione diagnostica. Ciò consente di ottenere informazioni attendibili e complete sull’andamento dei profili di velocità dei flussi nei tre piani dello spazio. Tali profili di velocità hanno infatti un complesso e variabile andamento spaziale e temporale. La loro descrizione accurata può derivare soltanto da informazioni integrate, acquisite da vari approcci e sezioni, e dall’analisi delle videoregistrazioni eseguite, sia in tempo reale, sia al rallentatore, sia fotogramma per fotogramma. Ciò al fine di poter descrivere con sufficiente precisione la complessa e dinamica « architettura » tridimensionale dei flussi intracavitari (tab. I). Una accurata manipolazione dell’apparecchiatura è richiesta per ottimizzare tutte le variabili tecniche e le regolazioni della strumentazione.
Va ricordato che tale nuova metodica si inserisce come possibilità aggiuntiva nel contesto di una apparecchiatura che può utilizzare tutte le altre tecniche ecocardiografiche tradizionali (M-mode, bidimensionale, Doppler pulsato, Doppler continuo) sia isolatamente, sia in combinazione e integrazione con la tecnica del mappaggio a colori dei flussi. Alcune principali caratteristiche e differenze delle tre diverse modalità di ecocardiografia Doppler vengono riassunte in tabella II.

FIG. 3 - Sezione 4 camere apicale in un caso di stenosi mitralica. Si nota il jet allungato e stretto, in direziona assiale verso l’apice del ventricolo sinistro (VS). Il flusso transtenotico subisce una accelerazione già a livello del fronte atriale dell’orifizio stenotico, per incanalamento della colonna fluida (freccia). La parte centrale del jet è di colore blu per fenomeno di « aliasing » (A) da elevata velocità, mentre le parti più periferiche del jet tendono al giallo per il fenomeno della turbolenza. All’interno del ventricolo sinistro sono presenti vortici (V) a dirczione opposta al jet (colorati in blu) e a velocità inferiore (colore più tenue).
AS = atrio sinistro; AD = atrio destro; VD = ventricolo destro.


FLUSSO INTRACAVITARIO NEL SOGGETTO NORMALE4,13,14,16,20

Nel soggetto normale, esaminato dall’approccio apicale e secondo le sezioni 4 camere o longitudinale, in fase protodiastolica si realizza un’ampia colonna di colore rosso che proviene dall’atrio sinistro e si dirige verso il ventricolo sinistro attraverso l’orifìzio mitralico. La colonna di flusso passa sia attraverso l’orifizio mitralico principale, sia attraverso gli orifizi secondari, costituiti dagli spazi esistenti fra le corde tendinee24. Durante la fase di riempimento lento si viene a creare un ampio vortice di sangue che si dirige verso l’apice del ventricolo e si incurva verso il tratto di efflusso, lungo il setto interventricolare. Tale vortice si dirige pertanto in direziono opposta a quella dell’influsso mitralico e viene codificato pertanto in, blu. Il vortice gioca un ruolo importante, insieme a piccoli vortici secondari, nel facilitare il mantenimento della posizione della mitrale, in preparazione alla successiva chiusura. In più il vortice consente la conservazione di considerevole energia cinetica immagazzinata sotto forma di momento angolare, come meccanismo di risparmio energetico, prima della successiva contrazione sistolica30. La contrazione atriale, in fase telediastolica, determina un incremento di velocità del flusso transmitralico, visualizzato come incremento di luminosità della colonna di colore rosso, in avvicinamento al trasduttore. Durante la sistole il flusso intracavitario si colora in blu, allontanandosi dal trasduttore durante l’eiezione ventricolare.
Lo studio del flusso in aorta ascendente e nell’arco può essere effettuato sia dall’approccio parasternale, destro e sinistro, che dall’approccio soprasternale.
L’afflusso al ventricolo destro e l’efflusso in arteria polmonare possono essere visualizzati sia dall’approccio parasternale,che apicale e sottocostale.
Il ritorno venoso sistemico può venire studiato sia dall’approccio sottocostale che soprasternale.

VALVULOPATIE2,7,9,10,11,14,15,17,20,22,23

Stenosi mitralica e tricuspidale 10,11,14,17,20
Nei pazienti con stenosi mitralica la metodica ha permesso di evidenziare il flusso diastolico attraverso l’orifizio ristretto, diretto in genere verso l’apice del ventricolo sinistro. In caso di distorsione del piano della valvola, l’orifizio può non risultare in asse rispetto all’asse maggiore del ventricolo, ed i jet transvalvolari possono avere direzioni diverse e non assiali. Talora possono evidenziarsi doppi jet. Il flusso transmitralico si colora in rosso dall’approccio apicale, anche se in tale patologia è frequente la presenza di turbolenza, rappresentata in giallo, ed il fenomeno dell’« aliasing », per elevata velocità della parte centrale del jet, con viraggio del colore verso il blu (fig. 3).
Jet a geometria più allargata, a « fiamma di candela », sembrano più frequenti nelle stenosi valvolari più lievi, mentre jet a geometria più stretta (a «scimitarra», a « fungo ») e i doppi jet sembrano prevalere nelle stenosi di grado più significativo.
Il jet transvalvolare della stenosi tricuspidale può essere visualizzato sia dall’approccio apicale che parasternale, ma richiede uno studio estensivo, per la diversità delle deformazioni geometriche dell’orifizio stenotico, con variabilità nelle direzioni ed estensioni spaziali dei jet. La visualizzazione diretta dei jet e della loro dirczione spaziale può consentire di migliorare l’accuratezza dell’allineamento del fascio del Doppler continuo, per il calcolo delle velocità massime istantanee e quindi dei gradienti e delle aree valvolari da esse derivate.

Insufficienza mitralica  2,7,12,14,15,17,20,23

Nei pazienti con insufficienza mitralica è possibile identificare agevolmente il jet rigurgitante. È possibile anche definirne la sede di origine, a livello del piano della valvola, la dirczione, la morfologia e l’estensione all’interno della camera atriale sinistra (fig. 2).
Utilizzando le diverse sezioni e i diversi approcci ecocardiografici possono venire identificati sia jet a dirczione assiale, rispetto all’asse maggiore del ventricolo, sia jet a direzione eccentrica, sia doppi jet. Il punto di origine del jet può variare nel contesto della valvola, in corrispondenza del punto di coap-tazione dei lembi o in prossimità delle commissure laterali. La morfologia del jet rigurgitante può variare; da rotondeggiante a stretto « pennacchio », con possibilità di raggiungere posteriormente anche le vene polmonari, pur non occupando necessariamente in senso trasversale un’area molto grande dell’atrio sinistro. Ciò rende almeno in parte ragione delle difficoltà nella valutazione semiquantitativa del rigurgito mitralico mediante mappaggio sequenziale del reflusso atriale con la tecnica Doppler pulsato tradizionale. Lo studio dell’estensione spaziale dell’area del jet rigurgitante al color Doppler, specie in rapporto alle dimensioni della camera atriale, suggerisce la possibilità di una valutazione semiquantitativa dell’entità dei rigurgiti, pur tenendo presente la diversità del tipo di informazione fornita dalla metodica color Doppler nei confronti della metodica angiografica, utilizzata come riferimento. La metodica Doppler fornisce infatti una rappresentazione a colori dei profili di velocità di flusso in una particolare sezione tomografìca, la metodica angiografica fornisce invece la proiezione densitometrica su di un piano di una informazione tridimensionale derivante dalla diluizione di un mezzo di contrasto all’interno di una cavità. Per tali motivi flussi a bassa velocità potranno non essere codificati e quindi venire sottostimati al color Doppler, rispetto all’angiografia, specie in camere dilatate. Viceversa jet ad elevata velocità, specie in camere piccole, potranno determinare veloci spostamenti di fluido, da impatto del jet sulla massa liquida periferica, con tendenza alla sovrastima dell’area di rigurgito al color Doppler, rispetto al dato angiografico. È verosimile quindi che l’informazione fornita dal color Doppler, proprio per la sua diversità intrinseca, richieda un approccio differente di valutazione ed una diversa metodologia di utilizzazione clinica rispètto alla informazione angiografica e alle sue proprie metodiche di analisi semiquantitativa e quantitativa. In questo senso gli studi di confronto fra color Doppler e angiografia, utilizzata come « gold standard », pur se necessari in una fase iniziale di apprendimento, rischiano di deformare e sminuire il contenuto informativo della tecnica color Doppler, qualora non vengano opportunamente chiarificate le diversità metodologiche e di contenuto informativo delle due tecniche, e non si cerchi di approfondire autonomamente il significato della informazione Doppler e di ottimizzarne la sua utilizzazione clinica, anche in termini decisionali.
Il jet rigugitante viene colorato in blu dagli approcci apicale e parasternale. La zona centrale del jet risulta però spesso colorata a « mosaico » in varie tonalità di colore, dovute a fenomeni di « aliasing » multipli, per la elevata velocità dei jet, e alla presenza di turbolenza (fig. 2).

Insufficienza aortica 2,14,15,17,20,22,23

Dall’approccio apicale il jet di rigurgito si codifica in rosso, così come dall’approccio parasternale basso; in quanto la direzione del jet ha una componente prevalente verso il trasduttore. Viceversa dalle sezioni parasternali più alte il jet può venire codificato in blu, se prevale la componente in allontanamento dal trasduttore. Il jet di rigurgito percorre in certi pazienti la parte centrale del tratto di efflusso del ventricolo sinistro, portandosi più o meno in profondità verso l’apice dello stesso; in altri pazienti corre più aderente al setto interventricolare, mentre in altri decorre invece in prossimità del lembo anteriore della mitrale. L’area di cavità colorata dal rigurgito tende a rimanere limitata al tratto di efflusso del ventricolo sinistro nelle insufficienze aortiche lievi, mentre tende ad estendersi verso il corpo e l’apice del ventricolo .nelle forme più severe. L’area di sezione trasversale del jet rigurgitante, relativa all’area di sezione del tratto di efflusso, valutata in sezione trasversale parasternale, sembra costituire un’altra metodologia affidabile nella valutazione semiquantitativa dell’entità del rigurgito, in confronto con la metodica angiografica. Resta comunque la diversità del contenuto informativo del color Doppler.
Tale aspetto è stato discusso in dettaglio nel paragrafo relativo alla insufficienza mitralica.
La coesistenza di lesioni valvolari associate, come la stenosi mitralica, non pregiudica la possibilità di valutazione agevole e immediata del rigurgito aortico. La tecnica color Doppler permette infatti di distinguere facilmente i due jet. Va anche detto che può verificarsi la possibilità di un doppio jet di rigurgito aortico.

Insufficienza tricuspidale14,15,17,20,23

Va anzitutto ricordato che minimi gradi di rigurgito tricuspidale possono venire evidenziati anche in soggetti normali. Ciò non riveste alcun significato patologico noto. Nei pazienti con rigurgito tricuspidale il jet viene visualizzato più agevolmente nelle sezioni parasternali longitudinali e trasversali del ventricolo destro, nella sezione 4 camere parasternale bassa e apicale, oltre che in approccio sottocostale. Il jet in allontanamento dal trasduttore viene codificato con varie tonalità di blu e «mosaico» di colori (fig. 2). Il jet decorre spesso lungo il setto interatriale, ma può decorrere più centralmente o essere addirittura diretto verso la parete libera dell’atrio destro. Anche nell’insufficienza tricuspidale, come nella insufficienza mitralica, si è osservata la possibilità di jet motto stretti, a « pennacchio », che tendono a portarsi posteriormente verso il tetto atriale, pur in presenza di rigurgiti valutabili clinicamente come lievi. Ciò dipende, almeno in parte, dal gradiente sistolico ventricoloatriale e dalla velocità del rigurgito. Vanno tenute comunque presenti anche le considerazioni più generali sulla tecnica color Doppler, cui si è fatto cenno nel paragrafo dell’insufficienza mitralica. Va infine ricordato che l’entità del rigurgito tricuspidale varia con l’attività respiratoria e in relazione alla durata dei cicli cardiaci nei casi di fibrillazione atriale.
Il color Doppler può poi risultare utile per migliorare la possibilità di allineamento ottimale al jet di rigurgito con il fascio del Doppler continuo, al fine di calcolare il gradiente ventricoloatriale e di ottenere una stima delle pressioni intracavitarie in ventricolo destro e in arteria polmonare.

Insufficienza polmonare14,15,17,20,23

Mediante color Doppler risulta agevole studiare l’insufficienza valvolare polmonare, spesso associata a valvulopatie mitraliche o a cardiopatie congenite, purché l’arteria polmonare venga adeguatamente visualizzata. Ciò viene ottenuto, in genere, utilizzando la sezione trasversale a livello dei grandi vasi, in approccio parasternale alto, spesso in espirio profondo e in decubito laterale sinistro forzato. Il jet diastolice, in avvicinamento al trasduttore, viene colorato in rosso, e si diparte in genere dal centro della valvola, a livello del punto di coaptazione delle cuspidi. Più difficile risulta acquisire tale informazione dall’approccio sottocostale, probabilmente per la maggiore profondità delle strutture, specie in soggetti adulti. Va ricordato come gradi lievi di rigurgito polmonare si; riscontrino frequentemente anche in soggetti normali, e non rivestano alcun significato patologico noto.

VALVOLE PROTESICHE. ANEURISMA DISSECANTE DELL’AORTA8,9,17,20,26,29

II ruolo del color Doppler, utilizzato intraoperatoriamente durante chirurgia valvolare, non è ancora sufficientemente codificato, ma l’applicazione di tale metodica risulta estremamente promettente in termini decisionali e di valutazione immediata, intraoperatoria, dei risultati della correzione. Per quanto riguarda poi le valvole protesiche, siano esse biologiche o meccaniche, il color Doppler sembra offrire nuove possibilità di analisi del flusso transprotesico. Ciò ha particolare rilevanza, in quanto aggiunge informazioni in un settore in cui permangono notevoli difficoltà di valutazione e analisi da parte della tecnica ultrasonica, proprio per i fenomeni di assorbimento e riverbero degli ultrasuoni da parte del materiale protesico. In questo campo risulta pertanto fondamentale l’esecuzione di uno studio ecocardiografice estensivo, l’utilizzazione di approcci e sezioni ecocardiografici multipli, anche non codificati, nonché un’attenta e complementare applicazione delle altre metodiche Doppler ed ecocardiografiche convenzionali. Anche l’utilizzazione di sonde intraesofagee può risultare di estrema utilità in questo settore. Mediante color Doppler si è potuto osservare come il flusso transprotesico sia spesso ad elevata velocità (con fenomeni di « aliasing ») anche in protesi normofunzionanti, e come la forma, dirczione e geometria dei jet transprotesici possa variare in relazione al tipo di protesi, alla sua orientazione, e alle caratteristiche morfologiche di cinetica dell’elemento mobile (per le protesi meccaniche). Tale metodica appare potenzialmente di estremo interesse per la possibilità di evidenziare direttamente e con immediatezza sia rigurgiti periprotesici che intrapro-tesici, nel caso di degenerazione di protesi biologiche, oltre che per identificarne con accuratezza la sede di origine (fig. 4).

FIG. 4 — Sezione longitudinale parasternale modificata in un caso di insufficienza mitralica da distacco parziale di protesi di Bjork. La freccia indica la sede del distacco, mediale, sottoaortico, con ampio jet di rigurgito che invade parte dell’atrio sinistro (AS) dilatato, durante la sistole.
VS = ventricolo sinistro; VD = ventricolo destro;
AO = aorta.

Il color Doppler può anche consentire uno studio dettagliato dei flussi all’interno del lume vero o del falso lume nell’aneurisma dissecante dell’aorta, permettendo talora di evidenziare anche la breccia di ingresso. È possibile che in questo settore l’approccio transesofageo, per là sua ampia capacità di visualizzare l’aorta, possa risultare determinante, forse anche per ridurre la necessità di ulteriori indagini invasive, per lo meno in casi selezionati.

CARDIOPATIE CONGENITE5,14,17,20,25,28,29

Per quanto riguarda gli shunt intracardiaci o a livello duttale il color Doppler consente di visualizzare direttamente anche shunt di piccola entità. Ciò è risultato utile anche nei difetti del setto interventricolare di tipo muscolare, non identificabili direttamente dalle immagini ecocardiografiche bidimensionali. Shunt intracardiaci, interatriali o interventricolari, di entità significativa, sono in genere rappresentati da ampie aree di colore che attraversano il -setto, anche se la possibilità di una valutazione semiquantitativa dell’entità dello shunt, in base alla planimetria delle aree di colore, è ancora oggetto di ricerca e controversia (fig.1). L’informazione sui flussi può risultare di più difficile lettura nelle cardiopatie congenite più complesse e nei bambini più piccoli, in cui si richiede elevato numero di fotogrammi per secondo, per l’elevata frequenza cardiaca di base. Anche in tale settore può pertanto risultare decisiva l’utilizzazione complementare delle altre metodiche Doppler e di imaging ecocardiografico convenzionali.

CARDIOMIOPATIE. INFARTO MIOCARDICO 12,14,17,18,20

In presenza di gravi e diffusi deficit di pompa, come nella cardiomiopatia dilatativa o in infarti miocardici estesi, si sono evidenziati disturbi generalizzati del flusso intracavitario (fig. 5). Nei casi di infarto miocardico con aneurisma localizzato, il flusso può risultare a bassa velocità, o in opposizione di fase (differente colore), all’interno della sacca aneurismatica.

FIG. 5 — Sezione 2 camere apicale in un caso di ampio aneurisma postinfartuale anteroapicale del ventricolo sinistro (VS). In fase diastolica si nota un ampio mescolamento di colori a varia intensità di luminosità, per le anomalie del flusso intracavitario, disturbato, incoordinato e disomogeneo. I colori più tenui indicano basse velocità zonali. Talora questi fenomeni corrispondono, nelle immagini ecocardiografiche bidimensionali convenzionali in bianco e nero, a correnti irregolari e spiraloidi di ecocontrastografia spontanea endocavitaria. Un certo miglioramento della omogeneità e intensità della colorazione, e quindi dell’andamento dei flussi, può essere ottenuto in tali casi dopo somministrazione di vasodilatatori. AS = atrio sinistro.

Nella cardiomiopatia ipertrofica il color Doppler può consentire di evidenziare l’accelerazione di flusso e la turbolenza a livello del tratto di efflusso del ventricolo sinistro in sistole, oltre che l’eventuale concomitante rigurgito mitralico.

DISCUSSIONE E CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

La nuova tecnica Doppler, che consente la visualizzazione in tempo reale delle velocità di flusso intracardiache mediante codice di colori, nel contesto delle convenzionali immagini ecocardiografiche bidimensionali, offre un diverso e nuovo tipo di informazione integrata il cui valore concettuale, fisiopatologico e clinico è ancora di non semplice e approfondita valutazione. È certo però che l’istantaneità e l’immediatezza dell’informazione diagnostica fornita risulta spesso « impressionante». Molte informazioni, infatti, che richiedono tempi lunghi di acquisizione e notevole manualità con le metodiche Doppler tradizionali, diventano facilmente e rapidamente ottenibili con il color Doppler, riducendo i tempi di esame, con immediata comprensibilità anche da parte dei « non addetti ».
Va riconsiderata però la diversità sostanziale del tipo di informazione fornita dal color Doppler (mappaggio delle velocità di flusso) rispetto ad altre metodiche di imaging quali l’angiografia di contrasto o radioisoto-pica (rappresentazione densitometrica della diluizione di un mezzo di contrasto).
Sono quindi necessarie maggiore esperienza e ulteriori ricerche al fine di approfondire la conoscenza del reale contenuto informativo di tale nuovo tipo di metodologia. Probabilmente, infatti, la nostra analisi è ancora grossolana, qualitativa, superficiale e soggettiva, ma soprattutto tende ad utilizzare schemi prefissati di procedure di analisi derivate da altre metodiche. È verosimile, quindi, che sia necessario, un nuovo approccio metodologico di analisi, più aderente alle caratteristiche del contenuto informativo del color Doppler, che offre la possibilità di avvicinarsi allo studio della geometria tridimensionale dei flussi (tab. I).
Il salto qualitativo e innovativo, anche in termini tecnologici e matematici, è notevole, e va probabilmente considerato come analogo al passaggio dalla tecnica M-mode a quella bidimensionale.
Va poi detto che il color Doppler si inserisce nel contesto di una apparecchiatura che può utilizzare tutte le altre tecniche ultrasoniche tradizionali. Il color Doppler va infatti considerato come tecnica complementare e non sostitutiva delle altre metodiche ecocardiografiche, di.cui potenzia pertanto l’impatto clinice e l’affidabilità decisionale.
La metodica risente comunque di possibili limitazioni e richiede accurati accorgimenti. Una scadente qualità delle immagini può pregiudicare qualsiasi corretta informazione sui flussi intracavitari. La distanza o profondità delle strutture, e dei relativi flussi, dal trasduttore condiziona l’adeguatezza dell’informazione Doppler, e quindi anche della codificazione a colori. La regolazione dell’apparecchiatura è critica, in quanto anche minime variazioni di regolazione possono modificare ampiamente le caratteristiche della codificazione a colori. La metodica dipende quindi in gran parte dall’operatore e dalle sue capacità.
Per quanto riguarda le applicazioni cliniche di tipo quantitativo esse richiedono ancora approfondimenti e ricerche, per la difficoltà di definire adeguati parametri di standardizzazione, e per la frequente necessità clinica di modificare le regolazioni dell’apparecchiatura. La regolazione ottimale può infatti variare da caso a caso e anche da sezione a sezione nello stesso soggetto, introducendo quindi fattori soggettivi in ogni possibile ulteriore analisi.
Il fenomeno dell’« aliasing », così frequente in ambito clinico, nonostante le perplessità iniziali può fornire immediate e utili informazioni sulla sede e distribuzione spaziale delle velocità di flusso più elevate, al fine anche di ottimizzare l’allineamento del Doppler continuo e di completare l’informazione fisiopatologica sulla geometria tridimensionale dei flussi.
In conclusione, nonostante il color Doppler sia una tecnica ancora « giovane », essa ha già dimostrato potenzialità e applicabilità cliniche inaspettate. L’integrazione con le altre metodiche ultrasoniche, Doppler e di imaging, offre al cardiologo clinico uno strumento di estrema utilità clinica pratica, sia in campo diagnostico, sia come supporto alla sua decisionalità, anche in termini terapeutici, sia per l’acquisizione di informazioni fisiopatologiche finora ottenibili con difficoltà, o addirittura non ottenibili con metodiche incruente.
È certo però che il color Doppler costituisce anche una nuova « filosofia » dell’immagine ed un affascinante campo di; ricerca, proprio perché il suo contenuto informativo, così altamente innovativo, non è stato ancora adeguatamente compreso e approfondito, e le sue potenzialità cliniche non sono state ancora completamente estrinsecate.

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Parole chiave: Color Doppler, diagnostica cardiovascolare
 

 

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