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Dr. Vittorio Dall'Aglio - Medico Chirurgo specialista in Cardiologia - Pordenone
 

I problemi etico-sociali in cardiologia pediatrica - Emergenze cardiologiche neonatali


D. PAVAN, G.L. NICOLOSI, C. BURELLI, F. ZARDO, V. DALL’AGLIO, C. LESTUZZI, D. ZANUTTINI

PUBBLICAZIONE OMAGGIO DEL CENTRO STUDI SANGEMINI
ATTI DEL XVII CONGRESSO DELLA SOCIETA’ ITALIANA DI CARDIOLOGIA PEDIATRICA
Rosa Marina - Ostuni 17-20 settembre 1987

HA MODIFICATO IL COLOR DOPPLER LA CAPACITA’ DIAGNOSTICA NELL’AMBITO DELLE CARDIOPATIE CONGENITE ?

Le informazioni fornite dal Color Doppler (CD) sono fondamentalmente delle informazioni di flusso, in quanto consentono di definire la presenza-assenza, direzione, normalità, anomalie, sede, mappaggio in tempo reale del flusso intracavitario. Quale impatto ha avuto tale metodica nella definizione diagnostica della cardiopatie congenite (CC)?
Il vantaggio fondamentale rispetto alle altre metodiche è la visualizzazione diretta, quasi di tipo angiografico, delle anomalie di flusso.
Ciò si traduce spesso in una immediata percezione dell’anomalia di flusso e quindi in una maggiore immediatezza diagnostica.
Un altro vantaggio nell’ambito delle CC è dato dalla possibilità di aumentare la frequenza di campionamento dell’apparecchiatura, consentendo quindi un’ottima valutazione dell’andamento del flusso anche a frequenze cardiache elevate, anche se talora, in alcune CC complesse, anche a "frame rates" elevati, le informazioni riguardanti il flusso possono risultare di difficile interpretazione.
Altro vantaggio fondamentale è quello di fornire al clinico "ulteriori" elementi su cui basare una decisione diagnostica e terapeutica. Questo presuppone una visione complementare ed integrata con le altre tecniche ecografiche, dove CD, Doppler pulsato e continuo, bidimensionale, fino all’M-mode ed alle informazioni cliniche forniscono tutti elementi diversi ed importanti al fine di costruire una certezza diagnostica ed una definizione funzionale della CC.
Nell’ambito delle singole CC si può affermare che il CD offre maggiori vantaggi nella definizione degli shunts o dei rigurgiti piuttosto che delle stenosi; può inoltre risultare fondamentale in alcune particolari CC di difficile identificazione, come nella comunicazione ventricolo sinistro
e atrio destro.
Molto minori e di difficile definizione attuale e probabilmente futura le potenzialità del CD nella quantificazione dei flussi e dei volumi di flusso.
In conclusione il CD appare offrire dei vantaggi reali nella definizione diagnostica delle CC, soprattutto per quanto riguarda l’immediatezza delle informazioni fornite e la possibilità di confermare e convalidare informazioni rilevate dalle altre tecniche ecografiche. Ciò presuppone comunque un approccio diagnostico che si basi su una visione integrata delle varie metodiche ecografiche, bidimensionali e Doppler, così come dei diversi dati clinici e strumentali, per esaltare al massimo le potenzialità diagnostiche del CD ma anche, e reciprocamente, delle altre metodiche. L’utilitizzo del CD in forma settoriale ed incompleta, scarsamente integrata in senso fisiopatologico e clinico, può portare con facilità ad errori di valutazione anche rilevanti.

 

Parole chiave: cardiologia pediatrica
 

 

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