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Dr. Vittorio Dall'Aglio - Medico Chirurgo specialista in Cardiologia - Pordenone
 

Studio ecocardiografico M-Mode e bidimensionale nell’embolia polmonare in fase acuta


GIAN LUIGI NICOLOSI - VITTORIO DALL’AGLIO - CLAUDIO BURELLI - SERGIO TARGA FABIO ZARDO - DOMENICO ZANUTTINI


Estratto da:
GIORNALE ITALIANO DI CARDIOLOGIA Vol. XII, n. 1, gennaio 1982

 

M-MODE AND TWO-DIMENSIONAL ECHOCARDIOGRAPHY IN ACUTE PULMONARY EMBOLISM
The purpose of this paper is to present the M-Mode and two-dimensional echocardiographic changes during acute pulmonary embolism (APE). Nine patients with APE were included in this study. M-Mode echocardiograms were obtained in all cases, two-dimensional studies in 3 cases. In these 3 patients late follow-up two-dimensional echocardiograms were also performed. Ten normal subjects (NS) were used as control M-Mode echocardiograms. The diagnosis of APE was made on clinical and electrocardiographic bases. The diagnosis was also confirmed in 6 patients by pneumoangiography, in 1 patient at autopsy and in 2 patients by sequential radioisotopic lung scan studies. Eight patients had massive APE and 1 submassive embolism with recurrent episodes. In APE patients mean age was 65.8 ± 4.7years versus 42.7 ± 11.2 years in NS. Only one patient had chronic lung disease.
On M-Mode echocardiography diastolic right ventricular (RV) dimensions were increased in APE as compared to NS (3.08 ± 0.93 cm versus 1.71 ± 0.37 cm) (P < 0.001). Diastolic left ventricular (LV) dimensions were decreased in APE (3.92 ± 0.67 cm versus 5.04 ± 0.59 cm in NS) (P < 0.005). The ratio of RV to LV dimensions was 0.79 ± 0.24 in APE and 0.34 ± 0.12 in NS (P < 0.001). The mitral E-F slope was 52.75 ± 15.14 mm/sec in APE and 127.80 ± 37.25 mm/sec in NS (P < 0.001).
Echocontrastographic studies during APE showed prolonged persistance of microbubbles.
In one case short axis parasternal two-dimensional echocardiography showed a round-shaped RV with flattening of the interventricular septum toward the LV. In other two cases two-dimensional echocardiographic short axis view showed increased RV dimensions without changes of interventricular septum curvature or ventricular shapes. However in these patients a round shaped RV was evident in the 4 chamber apical view. All these features disappeared in late follow-up studies.
M-Mode and two-dimensional echocardiography allow identification of acute hemodynamic changes induced by APE. These changes seem to be reversible with clinical improvement. It is suggested that APE, besides RV and LV dimensional variations, can induce interdependent changes in shape, geometry, flow and compliance of both ventricles.


Introduzione
L’embolia polmonare rappresenta una delle cause più frequenti di morbilità e mortalità soprattutto ospedaliera [11,16,20]. La diagnosi viene peraltro spesso misconosciuta [3,5,10,20], anche se alcuni Autori ritengono che si ricorra talora con eccessiva frequenza e non correttamente alla diagnosi di embolia polmonare [22].
Indagini angiografiche ed emodinamiche e ricerche sperimentali condotte in corso di embolia polmonare hanno dimostrato la presenza di dilatazione delle arterie polmonari e del ventricolo destro oltre che di incremento delle pressioni arteriose polmonari [4,9,15,17,19,21,24,26]. Secondo studi più recenti sembra che l’indagine ecocardiografica possa
contribuire alla diagnostica differenziale mediante identificazione incruenta delle alterazioni emodinamiche e morfologiche indotte dall’embolia polmonare [1,6,7,12,13,27].
Scopo del presente lavoro è quello di presentare gli aspetti ecocardiografici M-Mode e bidimensionali in una serie di pazienti affetti da embolia polmonare in fase acuta (EPA) e di discutere le possibili basi fisiopatologiche.

Materiali e metodi
La casistica comprende 9 pazienti, 6 maschi e 3 femmine affetti da EPA. Nello studio sono stati inclusi 10 soggetti normali di controllo (8 maschi e 2 femmine). L’età media dei pazienti con EPA era di 65,8 ± 4,7 anni, mentre l’età media dei soggetti normali di controllo (SN) era di 42,7 ± 11,2 anni.
Nei pazienti con EPA la diagnosi è stata formulata in base ai dati clinici-elettrocardiografici. In 6 pazienti è stata ottenuta la conferma pneumoangiografica (in uno con successivo riscontro autoptico), in 1 autoptica e in 2 scintigrafica, mediante studi radioisotopici sequenziali. L’embolia polmonare è stata considerata massiva se il processo embolico aveva interessato un territorio vascolare polmonare irrorato da almeno due arterie lobari o da rami periferici con vascolarizzazione corrispondente (25). In 8 casi l’EPA è stata massiva (di cui 1 recidivante) ed in .1 caso sub-massiva recidivante. In quest’ultimo caso l’impegno delle cavità destre è stato confermato da una pressione arteriosa polmonare sistolica di 65 mmHg, diastolica di 20 mmHg, media di 37 mmHg. La misurazione cruenta della pressione arteriosa polmonare mediante catetere è stata ottenuta in 6 casi.
La patologia di base dei 9 pazienti che sono andati incontro a EPA era la seguente: neoplasia, 2 casi (di cui 1 con associata cardiopatia ipertensiva); cardiopatia ipertensiva, 3 casi (di cui 1 con miocardiopatia congestizia);
esiti di infarto miocardico esteso, 1 caso; broncopneumopatia, 1 caso; fase post-operatoria, 2 casi (rispettivamente impianto di protesi d’anca e safenectomia).
Tutti i pazienti sono stati studiati mediante ecocardiografia M-Mode. 5 ecocardiogrammi sono stati ottenuti nello stesso giorno dell’episodio embolico, 1 il giorno dopo, 2 dopo due giorni ed 1 dopo tre giorni. I reperti eco-cardiografici riguardano pertanto la fase acuta della embolia polmonare [8].
Dei 9 pazienti con EPA, 3 sono stati sottoposti anche ad ecocardiogramma bidimensionale nello stesso giorno dell’episodio embolico acuto. Gli ecocardiogrammi M-Mode sono stati ottenuti con apparecchiatura IREX Sistema II° e quelli bidimensionali con sistema Phased Array Sector Scanner Toshiba SSH 10A.
Degli ecocardiogrammi M-Mode sono stati analizzati i seguenti dati: dimensione telediastolica del ventricolo destro (DVD) e dimensione telediastolica del ventricolo sinistro (DVS), misurate all’inizio dell’onda Q dell’elettrocardiogramma, rapporto DVD/DVS, pendenza E-Fo mitralica. Sono state anche considerate la frequenza cardiaca al momento dell’esecuzione dell’esame e la cinetica del setto interventricolare. Nei 3 casi di EPA nei quali è stato eseguito un ecocardiogramma bidimensionale sono state prese in considerazione le variazioni di morfologia e le variazioni relative delle dimensioni delle cavità e strutture cardiache mediante valutazione semi-quantitativa. Negli stessi casi è stato eseguito anche un esame ecocontrastografico. L’ecocardiogramma bidimensionale è stato ripetuto nei 3 casi anche a distanza di tempo dal primo esame (8 giorni, 28 giorni e 6 mesi dopo rispettivamente). In ecocardiografia bidimensionale sono state valutate le sezioni longitudinali e trasversali ottenute in approccio parasternale, la sezione 4 camere apicale e le sezioni sottocostali, fra cui la 4 camere e quella che comprende la vena cava inferiore ed il suo ingresso in atrio destro. Il confronto statistico dei dati è stato eseguito mediante T-test di Student per dati indipendenti.

Risultati e discussione
Nella Tabella I sono riportati i risultati relativi alle misurazioni effettuate sui parametri ecocardiografici considerati. Da tale analisi è stato escluso un caso di EPA perché l’ecocardiogramma ha messo in evidenza la presenza di spazio libero da echi anteriore e posteriore compatibile con un versamento pericardico significativo.
Al riscontro autoptico veniva confermata la presenza di versamento pericardico associato all’embolia polmonare massiva in soggetto portatore di neoplasia polmonare.
Le dimensioni ventricolari destre sono risultate significativamente maggiori nei soggetti con EPA rispetto ai SN (Tabella I). Al contrario le dimensioni del ventricolo sinistro sono risultate significativamente minori nei pazienti con EPA. Ne risulta che il rapporto fra le dimensioni del ventricolo destro e le dimensioni del ventricolo sinistro appare significativamente superiore nei soggetti con EPA. Tali dati sono in accordo con quanto riportato in Letteratura [13].


TABELLA I - Misurazioni ecocardiografiche M-Mode ottenute per confronto nei soggetti normali di controllo (Normali) e nei casi di embolia polmonare in fase acuta (EPA).

Fig. 1: Ecocardiogramma M-Mode di un paziente con embolia polmonare eseguito in fase acuta (in alto) e a distanza di 9 giorni dall’episodio (in basso). L’esame è staio ottenuto in approccio sottocostale. È evidente la marcata dilatazione ventricolare destra durante la fase acuta. Per ulteriori dettagli, vedi il testo. PVD = parete ventricolare destra; VD = ventrìcolo destro; SIV = setto interventricolare; VS = ventricolo sinistro; PP = parete posteriore del ventricolo sinistro.

La Fig. 1 mostra le modificazioni indotte sull’eco-cardiogramma M-Mode di un paziente con embolia polmonare, in fase acuta e a distanza di 9 giorni dall’episodio. In fase acuta è presente una marcata dilatazione ventricolare destra con aumento del rapporto DVD/DVS rispetto al normale. Si nota anche un’anomalia di cinetica del setto interventricolare. A distanza di 9 giorni le dimensioni ventricolari destre appaiono nettamente ridotte, con incremento della DVS e normalizzazione del rapporto DVD/DVS e della cinetica settate.
Il quadro di controllo corrispondeva ad un drammatico miglioramento clinice del paziente. L’ecocar-diogramma potrebbe pertanto risultare una metodica utile per il monitoraggio incruento delle variazioni emodinamiche indotte dalla EPA.
La Fig. 2 riporta l’ecocontrastografia eseguita nello stesso paziente durante la fase acuta e a distanza di 9 giorni dall’episodio embolico. Oltre alle variazioni di dimensione delle camere cardiache, che corrispondono a quelle della Fig. 1, si osservano in fase acuta la lunga persistenza delle microbolle nella cavità ventricolare destra dilatata, ed il movimento di va e vieni, in sistole e diastole, dei fenomeni ecocontrastografici aghiformi attraverso il piano tricuspidale. Ciò appare più evidente quando il fenomeno di contrasto è più debole, al primo apparire delle microbolle e negli ultimi battiti.
Gli aspetti descritti suggeriscono l’esistenza di un rallentato circolo nelle cavità destre e di una coesistente insufficienza tricuspidale.

Fig. 2: Ecocontrasfografia M-Mode, in approccio sottocostale, eseguita nello sfesso paziente cui si riferisce la Figura 1 in fase acuta (in alto) e 9 giorni dopo l’episodio embolico (in basso). Si nota la prolungata persistenza del mezzo di contrasto (soluzione glucosata al 5% iniettata attraverso una vena periferica) nelle cavità destre (la freccia indica l’inizio dell’iniezione). Per ulteriori dettagli, vedi il testo. S = ventricolo sinistro.

Nell’ecocardiogramma di controllo, rappresentato in basso nella Fig. 2, eseguito a distanza di 9 giorni dall’episodio acuto, le microbolle sono molto meno evidenti e persistono per un tempo molto breve, lasciando libera la linea di chiusura tricuspidale in sistole.
La pendenza di chiusura diastolica E-Fo mitralica è risultata significativamente minore nei soggetti con EPA (Tab. I). La ridotta pendenza E-Fo mitralica e la diminuzione delle dimensioni ventricolari sinistre suggeriscono possibili alterazioni della geometria e della compliance del ventricolo. D’altra parte una riduzione del riempimento e possibili variazioni di funzionalità del ventricolo sinistro in corso di EPA sono state ipotizzate da vari Autori [1,9,13,14,18,23] .
Anomalie di cinetica del setto interventricolare sono state riscontrate all’ecocardiogramma M-Mode in 5 soggetti con EPA su 8 valutabili nella presente casistica (non è stato considerato il caso con EPA ed associato versamento pericardico, perché la cinetica settale poteva essere influenzata dalla presenza del versamento stesso).
Ciò potrebbe essere dovuto ad uno spostamento posteriore o ad una alterata geometria del setto interventricolare conseguente al sovraccarico acuto ventricolare destro.
Questo dato risulterebbe confermato da studi sperimentali condotti su cani[23]. Da tale studio[23] appare evidente come la massima riduzione di diametro del ventricolo sinistro avvenga prevalentemente nella direziono setto-parete laterale, rispetto a variazioni minori lungo l’asse antere-posteriore e base-apice. L’ecocardiogramma bidimensionale fornisce un ulteriore supporto a tale interpretazione.

Fig. 3: Ecocardiogramma bidimensionale in sezione longitudinale parasternale di un paziente con embolia polmonare eseguito in fase acuta (A) e 6 mesi dopo l’episodio (B).
In fase acuta si notano dilatazione ventricolare destra e ridotte dimensioni ventricolari sinistre. Tali aspetti appaiono regredire in fase tardiva (B). In entrambi gli esami si è cercato di ottenere la corretta massimalizzazione della sezione ventricolare sinistra, anche se sono evidenti diversità tecniche nella esecuzione dei due ecocardiogrammi. VD = ventricolo destro; VS = ventricolo sinistro; AO = aorta; AS = atrio sinistro

Fig. 4: Ecocardiogramma bidimensionale in sezione trasversale parasternale in corso di episodio embolico acuto in diastole (A) e sistole (B). Il ventricolo destro (D) appare dilatato e rotondeggiante. Il ventricolo sinistro (S) assume una morfologia lunare in diastole (A) e triangolariforme in sistole (B). Il setto appare appiattito verso il ventricolo sinistro (freccia). Per ulteriori dettagli, vedi il testo.
 

La Fig. 3A rappresenta un’immagine ecocardiogra-fica bidimensionale in sezione longitudinale para-sternale di un paziente con EPA. In fase acuta si notano dimensioni ventricolari sinistre ridotte, dilatazione della cavità ventricolare destra ed alterazioni di morfologia del ventricolo sinistro. Tali aspetti regrediscono nell’ecocardiogramma di controllo, in fase più tardiva, a distanza di 6 mesi dallo episodio acuto (Figura 3B).
Nella Fig. 4 viene riportata un’immagine ecocar-diografica bidimensionale in sezione trasversale parasternale in corso di episodio embolico acuto, rispettivamente in diastole (A) e sistole (B). Il ventricolo destro appare dilatato e di morfologia rotondeggiante, mentre il ventricolo sinistro assume una sezione a tipo lunare in diastole, più simile a quella di un ventricolo destro, e triangolariforme in sistole. Molto verosimilmente ciò è dovuto ad uno spostamento posteriore del setto interventricolare con inversione della sua normale curvatura e presenza di concavità verso il ventricolo destro. Anche tali alterazioni possono essere conseguenti al sovraccarico di pressione e volume del ventricolo destro[2,13] e potrebbero essere interpretate come una conferma ecocardiografica di un effetto Bern-heim inverso [14], almeno in una parte dei pazienti con EPA.
In effetti negli altri due soggetti con EPA in cui è stato eseguito un ecocardiogramma bidimensionale, pur essendo presenti la dilatazione ventricolare destra e l’incremento del rapporto DVD/DVS, il ventricolo sinistro sembra mantenere in sezione trasversa un aspetto rotondeggiante, come di norma. La Fig. 5 si riferisce a uno di questi due casi, in fase diastolica (A) e sistolica (B). Nel paziente della Figura 5 i valori pressori polmonari erano di 45/20 mmHg con pressione arteriosa polmonare media di 30 mmHg. Probabilmente in questo caso non sono stati raggiunti valori di pressione arteriosa polmonare media sufficienti a determinare deformazioni significative della geometria ventricolare sinistra. Tale fatto sembra confermato da studi sperimentali condotti su cani [23].

Fig. 5: Ecocardiogramma bidimensionale in sezione trasversale parasternale in corso di episodio embolico acuto in diastole (A) e sistole (B). Il ventricolo destro (D) appare dilatato. Il ventricolo sinistro (S) mantiene una morfologia rotondeggiante, con curvatura del setto interventricolare conservata anche in sistole (freccia), a differenza del caso cui si riferisce la Figura 4. Per ulteriori dettagli vedi il testo.

Fig. 6: Ecocardiogramma bidimensionale in sezione 4 camere apicale della stessa paziente cui si riferisce la Figura 5. In fase acuta (A) si notano le aumentate dimensioni ventricolari destre, con ventricolo rotondeggiante, e le ridotte dimensioni ventricolari sinistre. In fase tardiva (B), dopo 8 giorni dall’episodio acuto, si manifesta un incremento delle dimensioni ventricolari sinistre, con ripristino di normali dimensioni ventricolari destre, VD = ventricolo destro; VS = ventricolo sinistro; AD = atrio destro; AS = atrio sinistro.

D’altra parte studi clinici recenti hanno dimostrato che variazioni volumetriche relative dei ventricoli possono portare a modificazioni della curvatura del setto interventricolare [2]. È verosimile quindi che nel determinismo dei fenomeni sopradescritti concorrano varie componenti, ed in particolare la diversa compliance dei due ventricoli e la loro relativa interdipendenza [2].
Per quanto riguarda il paziente di cui alla Fig. 4 che presentava un appiattimento sisto-diastolico della curvatura del setto interventricolare, non è stato possibile, per motivi tecnici, ottenere i valori di pressione arteriosa polmonare. Eventuali considerazioni conclusive potrebbero pertanto risultare imprecise. Va comunque ricordato che nello stesso paziente l’ecocardiogramma bidimensionale di controllo, eseguito a distanza di 6 mesi dall’episodio embolico, presentava in sezione trasversale aspetti normali, sia come morfologia del ventricolo sinistro che come dimensioni relative tra ventricolo destro e sinistro.
Nei due casi, di cui uno rappresentato in Figura 5, nei quali la morfologia rotondeggiante del ventricolo sinistro in sezione trasversale era mantenuta, era presente una cardiopatia ipertensiva. Tale patologia già di per se stessa può alterare la compliance ventricolare sinistra e pertanto potrebbe avere influito e condizionato la diversa relativa variazione geometrica delle cavità ventricolari in questi due pazienti.
Nessuno dei 3 casi di EPA sottoposti ad ecocardiogramma bidimensionale presentava una malattia polmonare preesistente significativa.
La Fig. 6 riporta una sezione ecocardiografica bidimensionale 4 camere apicale durante la fase acuta (A) e dopo 8 giorni dall’episodio embolico (B) nella stessa paziente di cui alla Figura 5. In fase acuta il ventricolo destro assume una morfologia rotondeggiante; in fase tardiva tende ad assumere una forma più allungata, quando si manifesta anche un incremento sia relativo che assoluto delle dimensioni del ventricolo sinistro.

Fig. 7: Ecocardiogramma bidimensionale in sezione trasversale sottocostale, prima (A) e durante ecocontrastografia (B), in un paziente con embolia polmonare in fase acuta. Si conferma la dilatazione delle cavità destre. La lunga persistenza del mezzo di contrasto è apprezzabile soltanto nelle immagini in movimento. F = fegato; C = mezzo di contrasto; AD = atrio destro; T = piano valvolare tricuspidale; VD = ventricolo destro; AO = aorta; E = tratto di efflusso ventricolare destro; freccia = apparato sottovalvolare tricuspidale.

Fig. 8: Ecocardiogramma bidimensionale in sezione longitudinale sottocostale per la vena cava Inferiore, in fase acuta (A) e 6 mesi dopo l’episodio embolico (B). In fase acuta la vena cava inferiore (V) appare dilatata rispetto al confrollo a distanza. Nella ecocontrastografia eseguita in fase acuta (A) si osserva il passaggio di alcune microbolle (frecce) in vena cava. F = fegato; AD = atrio destro; AS = atrio sinistro; C = mezzo di contrasto.

La Figura 7 si riferisce a una sezione trasversale sottocostale che include la radice aortica, al centro, con le cavità destre che circondano il vaso arterioso sistemico. Le cavità destre appaiono chiaramente dilatate (Fig. 7A) e delineate mediante ecocontrastografia dalle microbolle (Fig. 7B), la cui lunga persistenza è comunque solo apprezzabile nell’immagine in movimento.
Nella Figura 8, che rappresenta una sezione longitudinale per la vena cava inferiore in approccio sottocostale, si evidenzia il passaggio di alcune microbolle in vena cava inferiore (Fig. 8A). La vena cava appare dilatata rispetto al controllo eseguito 6 mesi dopo (Figura 8B).
Anche tali dati, pur se non specifici per embolia polmonare, si accordano però con il sovraccarico acuto di pressione e volume delle cavità destre conseguente all’EPA. Il quadro tende a regredire nel tempo e sotto terapia. ;
Nei pazienti in cui è stato possibile misurare la pressione arteriosa polmonare (PAP) i valori sono stati sempre superiori alla norma. La PAP sistolica media è risultata di 51,83± 7,15 mmHg; la PAP diastolica media di 20,17 ± 3,67 mmHg e la media della PAP media era di 32,84 ± 3,71 mmHg. Tali valori di PAP media suggeriscono una ostruzione vascolare polmonare superiore al 35% [17] e giustificano l’impegno emodinamico acuto del ventricolo destro.
Secondo alcuni Autori [17] i valori di PAP media nell’EPA non superano mai i 40 mmHg. Gli Autori suggeriscono che questo livello di PAP media potrebbe avvicinarsi alla massima risposta pressoria possibile di un ventricolo destro non in precedenza alterato. In uno studio sperimentale [9] non fu notato alcun significativo aumento della pressione ventricolare destra sistolica finché il 50% o più della sezione vascolare polmonare era stata embolizzata. Questi dati possono costituire una ulteriore conferma indiretta della significativa entità della EPA nei pazienti oggetto di questo studio. In conclusione, alla luce dei risultati presentati e pur con le limitazioni derivanti dalla esiguità della casistica, è possibile suggerire che:

  1. 1) l’ecocardiografia M-Mode e bidimensionale sembrano consentire l’identificazione dei segni di impegno emodinamico derivanti dalla embolia polmonare massiva, o submassiva di entità comunque importante, in fase acuta;

  2. 2) l’ecocardiografia M-Mode e bidimensionale possono evidenziare le modificazioni dei segni di impegno emodinamico durante l’evoluzione del quadro clinice;

  3. 3) in base alla presenza di segni ecocardiografici caratteristici e di un quadro clinico che suggerisca la presenza di un’EPA l’ecocardiogramma può facilitare la diagnosi differenziale al letto del malato, pur non fornendo necessariamente informazioni diagnostiche conclusive;

  4. 4) l’ecocontrastografia può consentire di mettere in evidenza la presenza di rigurgito tricuspidale, e la sua successiva scomparsa a quadro clinico risolto, e la ridotta velocità di circolo nelle cavità destre;

  5. 5) l’ecocardiogramma bidimensionale può consentire di approfondire la conoscenza dei meccanismi fisiopatologici che stanno alla base delle modificazioni emodinamiche indotte dalla EPA.

Tali modificazioni possono consistere non soltanto in variazioni di diametro, ma probabilmente anche di geometria, flusso e compliance dei due ventricoli intesi come entità interdipendenti.

Ringraziamento
Si ringraziano le tecniche di Ecocardiografia Miotto Elide e Vizzotto Liana per la fattiva collaborazione nella realizzazione del lavoro.

Riassunto
Scopo del presente lavoro è quello di presentare gli aspetti ecocardiografici riscontrati in corso di embolia polmonare in fase acuta (EPA) e di discuterne le possibili basi fisiopatologiche.
Nove pazienti affetti da EPA sono stati studiati mediante ecocardiografia M-Mode e bidimensionale. In tutti i casi è stato ottenuto almeno un ecocardiogramma M-Mode; in 3 casi è stato eseguito anche l’ecocardiogramma bidimensionale (EB). In questi ultimi è stato anche registrato un ecocardiogramma bidimensionale a distanza. Come gruppo di controllo sono stati utilizzati 10 soggetti normali (SN) ai quali è stato eseguito un ecocardiogramma M-Mode.
L’età media dei pazienti con EPA era di 65,8 ± 4,7 anni, mentre nei SN era di 42,7 ±11,2 anni. All’ecocardiogramma M-Mode, nell’EPA, le dimensioni diastoliche del ventricolo destro (VD) sono risultate aumentate (P < 0,001) rispetto ai SN (3,08 ± 0,93 cm e 1,71 ± 0,37 cm rispettivamente).
Le dimensioni diastoliche del ventricolo sinistro (VS) erano invece ridotte (P < 0,005) rispetto ai SN (3,92 ± 0,67 cm e 5,04 ± 0,59 cm rispettivamente). Il rapporto fra le dimensioni del VD e del VS era di 0,79 ± 0,24 nella EPA e di 0,34 ± 0,12 nei SN (P < 0,001). La pendenza E-F,, era di 52,75 ± 15,14 mm/sec nella EPA e 127,80 ± 31,25 mm/sec nei SN (P < 0,001).
L’ecocontrastografia durante EPA ha dimostrato una prolungata persistenza delle microbolle nelle cavità destre.
In uno dei tre casi studiati mediante EB in sezione trasversale parasternale, asse corto, il ventricolo destro presentava una morfologia rotondeggiante con appiattimento della normale curvatura del setto interventricolare verso il VS. Negli altri due casi la stessa sezione trasversale ha dimostrato un aumento delle dimensioni ventricolari destre senza variazioni morfologiche relative dei due ventricoli. In tali pazienti, comunque, la morfologia arroton-
data del VD era evidente in sezione ecocardiografica apicale 4 camere. Tali aspetti regredivano negli ecocardiogrammi di controllo.
L’ecocardiografia M-Mode e bidimensionale consente di identificare le alterazioni emodinamiche indotte dalla EPA. L’EPA sembra indurre, oltre a variazioni nelle dimensioni del VD e del MS, anche
alterazioni morfologiche relative dei due ventricoli, e possibili variazioni di geometrìa, flusso e compliance. Tali modificazioni appaiono regredire in corso di miglioramento clinico. Si ritiene che una accurata vantazione ecocardiografica possa essere di notevole utilità nella diagnostica differenziale in caso di sospetta EPA.

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Parole chiave: Ecocardiografia, Embolia polmonare
Key Words: Echocardiography, Pulmonary embolism
 

 

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