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Dr. Vittorio Dall'Aglio - Medico Chirurgo specialista in Cardiologia - Pordenone
 

Il comportamento degli indici di contrattilità miocardica al variare del volume endoventricolare.
Ricerca sperimentale


S. BONGRANI - V. DALL’AGLIO - B. COLLA

Istituto di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università, Parma


Estratto da :
Bollettino della Società Italiana di Cardiologia
Volume XXI - Fascicolo 5 - Maggio 1976
Sezione Emiliano-Romagnolo-Marchigiana: Seduta del 4 dicembre 1975
A CURA DELLA SEGRETERIA DELLA SOCIETÀ ROMA

È problema tuttora fondamentale nello studio della contrattilità cardiaca la ricerca di un indice che valutandola quantitativamente, sia indipendente dalle variazioni di carico. L’indice che fino ad oggi ha maggiormente soddisfatto queste condizioni è quello indicato come « Vmax », indice teorico valutabile per extrapolazione, che rappresenta la massima velocità di contrazione dell’elemento contrattile della miocellula ad un carico supposto zero.
In campo clinico ha avuto larga fortuna il calcolo di Vmax dalla porzione isometrica della pressione ventricolare, vale a dire durante quel tempo della sistole in cui il volume endoventricolare si suppone immodificato e di conseguenza i cambiamenti di pressione si suppongono identificabili ai cambiamenti di tensione.
Sono stati anche elaborati numerosi altri indici che, sempre sfruttando la prima porzione della pressione ventricolare e la sua derivata, tendono a standardizzare la misura della contrattilità in rapporto al diverso grado di precarico.
Tuttavia ancor oggi rimane controverso il problema dell’effettiva indipendenza dal precarico degli indici calcolati dalla pressione ventricolare totale, per cui alcuni Autori hanno suggerito l’uso della pressione sviluppata (ottenuta sottraendo la pressione telediastolica dalla pressione totale).
Scopo della nostra ricerca è stato quello di valutare su un preparato di cuore isolate di cavia, funzionante in condizioni isometriche, il comportamento di numerosi parametri ed indici ed in particolare del Vmax calcolato nei due modi suddetti al variare del volume ventricolare.

METODICA

Le esperienze sono state eseguite su 6 cuori isolati di cavia, alimentati da una soluzione di Ringer-Locke ossigenata ad una temperatura costante di 37°. All’interno del ventricolo sinistro era stato introdotto un palloncino di gomma sottilissima che veniva gradualmente gonfiato con acqua distillata in modo da ottenere progressivi aumenti di pre-carico.
Le curve di pressione ottenute con trasduttore collegato al palloncino, sono state analizzate mediante l’impiego di un calcolatore di processo, secondo un programma da noi elaborato, che ci fornisce numerosi parametri ed indici; questi ultimi sono stati posti in correlazione con il raggio endoventricolare (ricavato dal volume del palloncino considerato di forma sferica) e con la pressione telediastolica.

RISULTATI E CONCLUSIONI

Con l’aumento del volume ventricolare si ha un progressivo aumento della pressione telediastolica e della pressione ventricolare totale, mentre la pressione sviluppata e la sua derivata prima crescono inizialmente per poi tendere a stabilizzarsi.

FIG. 1 - Comportamento della pressione e degli indici contrattili in un caso esemplificativo. Si vede come, al crescere del raggio endoventricolare (—————— base ———— dopo aumento indotto della telediastolica), Vmax sulla pressione totale subisca una netta diminuzione, mentre Vmax sulla pressione sviluppata rimane pressocché costante. Le aree (P, P’) e (P’, P") subiscono variazioni; nello stesso caso tuttavia l’indice APDè rimasto invariato.

Gli indici calcolati sulla derivata prima e quelli calcolati sulla pressione totale diminuiscono sempre significativamente anche per piccoli incrementi di volume.
Da sottolineare invece l’andamento del Vmax e del Vce der max (velocità dell’elemento contrattile corrispondente al picco della derivata prima positiva) calcolati sulla pressione sviluppata, i quali non risentono degli aumenti di pre-carico.
Questo andamento si verifica anche per l’indice «APD» definito come
« densità di potenza » e proposto da Bloomfield e coli. sulla base di considerazioni termodinamiche per la valutazione dello stato inotropo.
Pur con gli ovvi limiti connessi alle particolari condizioni sperimentali, i risultati ci inducono a sottolineare la maggiore attitudine degli indici calcolati sulla progressione sviluppata a soddisfare uno dei requisiti fondamentali per essere considerati idonei alla valutazione della contrattilità miocardica, cioè l’indipendenza dalle variazioni di pre-carico.

RIASSUNTO

L’influenza del precarico sugli indici di contrattilità miocardica. Ricerca sperimentate
È stato valutato su un preparato di cuore isolato di cavia funzionante in condizioni isometriche il comportamento al variare del volume ventricolare di numerosi parametri ed indici proposti per la misura dell’inotropismo cardiaco. In particolare si sono confrontati il Vmax calcolato sulla pressione totale ed il Vmax calcolato sulla pressione sviluppata. Mentre quest’ultimo si è dimostrato indipendente dalle variazioni di pre-carico, il Vmax calcolato sulla pressione totale diminuiva al variare del volume ventricolare.
Indipendente dalle variazioni di pre-carico si è pure dimostrato un indice di recente proposto « APD » ricavato dal rapporto della parte positiva dell’area (P, P’) con la pressione sistolica sviluppata.

SUMMARY
The influence of preload on myocardial contractility indices. Experimental research On a heart preparation isolated from a guinea pig and functioning under isometric conditions, the Authors have evaluated the behaviour of numerous parameters with the variation of the ventricular volume, and indices proposed for measuring the cardiac inotropism. In particular there have been compared the Vmax calculated on the total pressure and the Vmax calculated on the developed pressure. While the latter proved to be independent of the variations of pre-load, the Vmax calculated on the total pressure diminished with the variation of the ventricular volume.
Independent of the pre-load variations proved to be also a recently proposed « APD » index, obtained from the relation of the positive part of the area (P, P’) with the developped systolic pressure.

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