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Dr. Vittorio Dall'Aglio - Medico Chirurgo specialista in Cardiologia - Pordenone
 

Inversione delle onde T (onde T negative) e modificazioni del tratto ST in sede anteriore nell’ECG dell’atleta. Necessità di differenziare le alterazioni fisiologiche da quelle patologiche.

La Scuola di Cardiologia dello Sport Italiana è storicamente sempre stata all’avanguardia nel sostenere l’importanza dello screening elettrocardiografico negli atleti , nell’approfondirne l’interpretazione e nel differenziare gli adattamenti “fisiologici” dell’ECG del cuore d’atleta dalle alterazioni ECG “non sport-correlate” e sottendenti patologie cardiache di vario tipo.

Il riscontro di onde T negative in sede anteriore all’elettrocardiogramma nell’atleta crea spesso preoccupazione in quanto viene considerato spesso come anormale e può richiedere approfondimenti diagnostici adeguati per escludere malattie frequentemente legate alla morte improvvisa da sforzo nell’atleta, in particolare cardiomiopatie (o miocardiopatie). Onde T negative anteriori possono infatti essere riscontrate nella cardiomiopatia ipertrofica così come in quella ischemica e nella displasia aritmogena del ventricolo destro (ARVD). D’altra parte, onde T negative in sede anteriore si osservano anche in atleti sani, con percentuali che variano dal 2 al 7% della popolazione generale di atleti bianchi al 12-13% degli atleti Afro-Caraibici (Neri) ed al 14-28% del sottogruppo di atleti di endurance (es. maratoneti, vogatori, ciclisti) di elevato livello sia bianchi che neri. Negli atleti sani di endurance ad elevato livello, sia bianchi che neri, la T negativa può esser spesso preceduta da sopraslivellamento ST convesso, che può creare ulteriori dubbi diagnostici. è necessario quindi che il Cardiologo conosca e metta in atto tutte le misure diagnostiche volte a differenziare una risposta “fisiologica” del cuore d’atleta ad attività sportiva (di endurance, in particolare) di elevato livello da quelle che sono invece alterazioni espressioni di una patologia cardiaca. Tali modificazioni “fisiologiche” del tratto ST e della T negli atleti si riscontrano, come sopra detto, con maggior frequenza e significatività negli atleti maschi, di origine africana od afro-caraibica e negli atleti che praticano sport di endurance (es. Maratona, Ciclismo, Canottaggio, Sci da fondo) ad alto livello con elevati livelli di allenamento cronico, rispetto ad atleti che praticano altri tipi di sport. Queste alterazioni ECG probabilmente riflettono un più elevato grado di rimodellamento autonomico (cioè del sistema nervoso autonomo, nel caso degli atleti di endurance del S.N.A. vagale) e strutturale del cuore secondario all’elevato e prolungato training, alle gare ed al tipo di sport praticato (che comportano importanti elevazione della gettata cardiaca, così come livelli maggiori di dilatazione-ipertrofia delle camere cardiache e maggior bradicardia sinusale), come pure probabilmente anche a fattori genetici-etnici. Il livello e la durata del training e delle competizioni agonistiche, la capacità aerobica e (come sopra detto) il tipo di sport praticato giocano un ruolo fondamentale nel determinismo di tali alterazioni ECG.

Poichè tali alterazioni dell’onda T e del tratto ST in sede anteriore, come sopra detto, possono essere anche molto spiccate e dar luogo a false diagnosi di patologia cardiaca (anche importante e potenzialmente fatale se non trattata), con tutte le conseguenze che ciò può comportare sull’atleta, bisogna sottolineare come nella maggior parte dei casi, attraverso un’attenta analisi dell’ECG, una scrupolosa storia clinica, l’ecocardiogramma ed il test da sforzo (data l’influenza neuroautonomica vagale su queste turbe, con l’aumentare della FC e del tono simpatico che si hanno con lo sforzo esse si riducono progressivamente sino, in alcuni casi, a scomparire; mentre il rallentamento della FC esalta tali turbe, l’aumento della FC-che si può ottenere ad esempio , oltre che col test da sforzo, anche con un test farmacologico- le fà diminuire o regredire; nei casi che rimangono dubbi si può ricorrere al detraining che, in lassi di tempo variabili a seconda dei soggetti da un mese ad un anno, porta a regressione delle turbe ecg). E proprio la “dinamicità “ di queste turbe e la loro variabilità a seconda dei fattori sovraesposti che conferma la loro dipendenza da influenze autonomiche (variabili a seconda delle situazioni) e non vere e proprie patologie cardiache. Inoltre, il tipo di sopraslivellamento ST (se presente) con T negativa di tipo “fisiologico” presenta caratteristiche morfologiche differenti da quello patologico, che possono essere differenziate già attraverso un’attenta analisi dell’ECG.

In tal modo e con tali scrupolosi accorgimenti diagnostico-interpretativi (già sull’ECG di base), nella maggior parte dei casi, di fronte ad alterazioni ECG come inversione delle T (T negative) ed eventualmente sopraslivellamento del tratto ST in sede anteriore negli atleti (in particolare quelli di endurance ad elevato livello) , si possono e devono distinguere le alterazioni dovute ad un fisiologico adattamento cardiaco all’esercizio fisico da quelle patologiche; nel primo caso (alterazioni “fisiologiche”) esse non dovrebbero causare allarme ed all’atleta dovrebbe essere consentito di continuare a praticare lo sport agonistico, in particolare nell’atleta giovane (nell’anziano o nella mezz’età subentrano altri possibili problemi da affrontare) sempre purchè non vi siano altri elementi clinici sospetti per possibili cardiopatie. Se invece l’ECG mostra alterazioni non riconducibili a fisiologica risposta cardiaca allo sport (esistono anche tabelle apposite che differenziano le alterazioni sport-correlate da quelle non correlate a sport e quindi patologiche), allora occorre ricercare le possibili patologie in questione con tutti i mezzi diagnostici a disposizione del Cardiologo, incluse anche eventualmente RMN e Coronarografia, oltre a quelli “basali” (visita cardiologica con ECG, Test da Sforzo, Eco-color-Doppler Cardiaco ed ECG dinamico sec. Holter). Nei casi che rimangono “dubbi”, un adeguato periodo di detraining fisico risulta generalmente dirimente come ottimo metodo diagnostico differenzale, in quanto con la cessazione dell’attività sportiva agonistica le turbe secondarie alla stessa si riducono gradualmente sino a scomparire in un periodo di tempo variabile da caso a caso, mentre quelle patologiche, pur nella loro possibile variabilità temporale a seconda delle patologie, rimangono.
19/10/2017


Fonti bibliografiche:

Electrocardiographic anterior T-wave inversion in athletes of different ethnicities: differential diagnosis between athlete’s heart and cardiomyopathy
Chiara Calore1†, Alessandro Zorzi1†, Nabeel Sheikh2†, Alberto Nese1, Monica Facci1, Aneil Malhotra2, Abbas Zaidi2, Maurizio Schiavon3, Antonio Pelliccia4, Sanjay Sharma2‡, and Domenico Corrado1‡*

1Inherited Arrhythmogenic Cardiomyopathy Unit, Department of Cardiac, Thoracic, and Vascular Sciences, University of Padova, Via N. Giustiniani 2, 35121 Padova, Italy; 2St George’s University of London, London, UK; 3Center of Sports Medicine, Department of Public Health, Padova, Italy; and 4Center for Sport Medicine and Sciences (CONI), Rome, Italy.

Recommendations for interpretation of 12-lead electrocardiogram in the athlete 
Domenico Corrado Antonio Pelliccia Hein Heidbuchel Sanjay Sharma Mark LinkCristina Basso Alessandro Biffi Gianfranco Buja Pietro Delise Ihor Gussac
European Heart Journal, Volume 31, Issue 2, 1 January 2010, Pages 243–259

Journal of the American College of Cardiology
Volume 69, Issue 8, February 2017DOI: 10.1016/j.jacc.2017.01.015
International Recommendations for Electrocardiographic Interpretation in Athletes
Sanjay Sharma, Jonathan A. Drezner, Aaron Baggish, Michael Papadakis, Mathew G. Wilson, Jordan M. Prutkin, Andre La Gerche, Michael J. Ackerman, Mats Borjesson, Jack C. Salerno, Irfan M. Asif, David S. Owens, Eugene H. Chung, Michael S. Emery, Victor F. Froelicher, Hein Heidbuchel, Carmen Adamuz, Chad A. Asplund, Gordon Cohen, Kimberly G. Harmon, Joseph C. Marek, Silvana Molossi, Josef Niebauer, Hank F. Pelto, Marco V. Perez, Nathan R. Riding, Tess Saarel, Christian M. Schmied, David M. Shipon, Ricardo Stein, Victoria L. Vetter, Antonio Pelliccia and Domenico Corrado

Drezner JA, Ackerman MJ, Anderson J. et al. Electrocardiographic interpretation in athletes: the ‘Seattle criteria’. Br J Sports Med 2013;47:122–4.
 

Parole chiave: ECG nell’atleta - athlete’s heart – electrocardiogram in athletes – anterior T wave inversion in athletes – inversione delle T (T negative) e sopraslivellamento ST anteriore nell’atleta – cuore d’atleta- cardiomiopatie - miocardiopatie - cardiopatia ischemica - canalopatie - endurance

 

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